AUTO-PROFEZIA

" Auto profezia " che si avvera

Ogni persona porta con sé quotidianamente una "immagine-guida" che dirige le proprie azioni, i propri sentimenti e l'intero comportamento. Essa è un ritratto interiore, un profilo personale che contiene delle credenze su se stessi, più o meno definite e più o meno consapevoli, che strutturano quella che viene denominata "immagine dell'Io". 

Tale auto-immagine rappresenta il metro di valutazione di se stessi, un manuale interiore che contiene ciò che si ritiene di essere e di valere e che comprende, di conseguenza, anche ciò che ci si può aspettare da se stessi e ciò che ci si merita e a cui una persona può aspirare. 

L'origine di questa fotografia profonda di se stessi si rintraccia nel passato di ogni persona, nelle sue esperienze di successo e di fallimento, nelle frustrazioni, nelle esperienze di gioia e di vergogna, nelle reazioni degli altri nei propri confronti, e corrisponde ad una costruzione dell' "Io percepito" che inizia a strutturarsi nella prima infanzia, ma che viene integrato nel corso di tutta la vita.

Conseguentemente, tutti i sentimenti sperimentati su se stessi, come la sicurezza o l'incapacità vissute in relazione alle esperienze che compongono la propria storia personale, derivano dall' "immagine dell'Io", che spinge ad agire come se si fosse la persona che si ritiene di essere. 
Di conseguenza, quando un'idea su se stessi entra a far parte di questa immagine diventa "vera" per la persona, la quale comincia ad agire basandosi su di essa e a comportarsi "come se" essa fosse vera, attivando facilmente quello che viene definita "profezia che si auto-avvera" che è in grado di rafforzare, a sua volta, l'immagine iniziale, generando un circolo vizioso o virtuoso a seconda dei casi. 
La presenza di questo nucleo profondo che guida il comportamento spiega anche la difficoltà frequente nel cambiare alcuni abitudini e modi di vivere attraverso un'azione e metodi diretti solo ad aspetti dell'involucro individuale esterno, ma che spesso entrano in contrasto con ciò che la persona pensa di poter essere nel cuore dell'Io. 

L'auto-immagine, tuttavia, è una struttura plastica che può essere modificata attraverso l'approccio nel Metodo SETTI: essa è il prodotto di un meccanismo creativo che filtra la realtà e le esperienze attraverso le "immagini mentali" che compongono l'immagine-chiave che si tende a mostrare nella vita reale, quella che stabilisce ciò che si può fare, ciò che si può essere, descrivendo quella che è stata definita come "la zona del possibile" di ogni persona. 
Dal momento che ciò che uno pensa di sé non deriva dalla volontà, ma dalla composizione in un mosaico di vissuti legati alle proprie esperienze, il cambiamento dell'immagine personale registrata, secondo le osservazioni del Metodo SETTI, può seguire lo stesso percorso senza implicare uno sforzo di volontà o anche in mancanza di quest'ultima, come accade in presenza di problematiche depressive. 
Ogni comportamento problematico, alla luce di questa prospettiva di studio, nasce attraverso immagini mentali e attraverso queste ultime può essere modificato, dal momento che il nostro cervello tende ad avvalersi dei dati presenti nella propria memoria sotto forma di immagini, allo scopo di risolvere problemi e di agire in determinate situazioni. 

Il segreto dell'uso delle immagini mentali come stimolo per i meccanismi automatici di successo risiede nella loro capacità di rendere chiaro l'obiettivo che si desidera raggiungere. 

Nello scontro tra volontà e immaginazione, prevale la seconda. Ciò determina la constatazione che non è possibile, attraverso uno sforzo di volontà, modificare comportamenti e abitudini che si sono consolidati nel tempo in seguito ad azioni che derivano dalle proprie immagini interiori, dal momento che sarebbe come parlare due linguaggi differenti. La conseguenza è che ciò che nasce dalle immagini interiori va modificato con nuove immagini interiori. La vittoria delle immagini sulla volontà favorisce il successo dei percorsi personali di cambiamento anche in assenza di una volontà forte (es. stati di scoraggiamento), purché ci sia una costanza nell'esercizio che generalmente deriva dalla fiducia nel METODO.  

Quest'ultima va assicurata rispettando le prescrizioni temporali cicliche che garantiscono il consolidamento di nuovi programmi mentali e quindi il cambiamento comportamentale. Generalmente ogni programma richiede un allenamento di 30 minuti al giorno seguendo un ciclo continuativo di 21 giorni di seguito o, nei casi più complessi, di periodi più lunghi che possono giungere fino a tre mesi comprendendo due o tre ripetizioni di ogni ciclo di base, intervallato da una settimana di riposo. Infine, la programmazione del servo-meccanismo mentale richiede di limitare gli sforzi consapevoli di cambiamento che possono rappresentare un blocco per il meccanismo creativo automatico: una volta stabilito e immaginato adeguatamente l'obiettivo occorre alleggerire la macchina intellettuale lasciandola agire passivamente e meccanicamente nei contesti in cui si vuole applicare il cambiamento. 

Dalla teoria alla pratica: le possibilità METODO

Gli esercizi trovano applicazione per favorire:
• il rilassamento e l'abbassamento dei vissuti di ansia;
• il miglioramento della qualità del sonno;
• la capacità di rispondere agli eventi stressanti con azioni positive e di compensazione;
• il miglioramento dei vissuti negativi generati dalla presenza di difetti fisici o di malattie;
• lo sviluppo di un atteggiamento positivo di ricerca di soluzioni ai problemi basato su l'uso dell'immaginazione creativa come chiave del funzionamento del servo-meccanismo di successo;
• la ristrutturazione dell'immagine di sé e la sua riprogrammazione per il successo e per il benessere;
• il miglioramento dell'accettazione di sé e dell'autostima;
• il riconoscimento anticipato di situazioni di pericolo o di fallimento;
• la destrutturazione di auto-valutazioni negative sbloccando i servo-meccanismi orientati al fallimento e al pessimismo e ricucendo alcune cicatrici emotive;
• il controllo delle emozioni eccessive (timitezza, rabbia di aggressività) che possono causare delle difficoltà nelle relazioni interpersonali o dei problemi di somatizzazioni.
Più in generale, l'adozione di semplici esercizi del METODO aiuta a programmare cambiamenti positivi in rapporto a numerose abitudini comportamentali, favorendo lo sviluppo di uno stile di vita positivo (alimentazione, attività fisica, relazioni sociali, abitudini lavorative) e l'abbandono di quotidiane dipendenze e vissuti negativi di sé.